L’IMU (Imposta Municipale Propria) è la nuova tassa sugli immobili che sostituisce la vecchia ICI, accorpando ad essa oltre la componente sui beni immobiliari le addizionali Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) relative ai redditi fondiari di beni non in locazione.
Da principio il Governo Berlusconi ne ha decretato l’introduzione dal 2014, esclusivamente per gli immobili diversi dalle abitazioni principali (D.Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 artt. 7, 8 e 9 del 23 marzo 2011).
Con il Decreto Legge n.201 del 6 dicembre 2011, (decreto Salva Italia) il governo tecnico Monti cambia questa tassa, imponendola anche sulle abitazioni principali e anticipandone l’introduzione a partire dal 2012.
Su “Abitazione Principale” si potrà scegliere se pagare in 2 oppure 3 rate, mentre per tutte le altre tipologie di immobili dovrà essere corrisposta in 2 rate.
Questi i termini possibili scegliendo le tre rate:
- 1° Rata pari al 33% dell’importo totale dovuto entro il 16 Giugno 2012 (cadendo di sabato, il termine viene automaticamente slittato al 18 di giugno)
- 2° Rata pari al 33% dell’importo totale dovuto entro il 16 Settembre 2012 (cadendo di domenica, il termine viene automaticamente slittato al 17 di settembre)
- 3° Rata pari alla differenza tra il totale dovuto (sulla base delle aliquote definitive deliberate dai singoli comuni) e quanto già pagato con le precedenti rate entro il 16 Dicembre 2012 (cadendo di domenica, il termine viene automaticamente slittato al 17 Dicembre).
Questi i termini possibili scegliendo di pagare in due rate:
- 1° Rata pari al 50% dell’importo totale dovuto entro il 16 Giugno 2012 (cadendo di sabato, il termine viene automaticamente slittato al 18 di giugno 2012)
- 2° Rata pari alla differenza tra il totale dovuto (sulla base delle aliquote definitive deliberate dai singoli comuni) e quanto già pagato con la precedente rata entro il 16 Dicembre 2012 (cadendo di domenica, il termine viene automaticamente slittato al 17 Dicembre 2012).
La nuova imposta dovrà essere corrisposta da tutti i proprietari di immobili, indipendentemente dalla tipologia catastale secondo le singole quote di proprietà e la tipologia dell’immobile in questione, quindi graverà sui proprietari di:
Prime Case
Seconde case
Case in affitto
Case rurali
Immobili non residenziali (uffici, negozi, capannoni etc..)
Immobili all’estero
Riportiamo di seguito degli esempi per meglio comprendere il calcolo dell’IMU, ipotizzando una rendita catastale apri ad € 520,00.
Calcolo su prima Casa
1) Individuare la rendita Catastale.
2) Rivalutare la rendita del 5% (€ 520+5%= € 546,00).
3) Rendita Catastale rivalutata del 60% (€ 546,00 + 60%= € 873,60).
4) Calcolare il valore catastale (€ 873,60 x 100 = € 87.360,00).
5) Calcolare l’imposta lorda, con aliquota base pari allo 0,4% (0.4% di € 87.360,00 = € 349,44).
6) Sottrarre eventuali detrazioni (quella fissa di € 200,00 più eventuali figli conviventi di € 50,00 per figlio (fino ad un tetto massimo di detrazioni di € 400,00 convivente al di sotto dei 26 anni di età.
Calcolo su Seconde Case
1) Individuare la rendita Catastale
2) Rivalutare la rendita del 5% (€ 520+5%= € 546,00)
3) Rendita Catastale rivalutata del 60% (€ 546,00 + 60%= € 873,60)
4) Calcolare il valore catastale (€ 873,60 x 100 = € 87.360,00)
5) Calcolare l’imposta lorda, con aliquota base pari allo 0,76% (0.76% di € 87.360,00 = € 663,94)
Calcolo su Case in affitto
1) Individuare la rendita Catastale
2) Rivalutare la rendita del 5% (€ 520+5%= € 546,00)
3) Rendita Catastale rivalutata del 60% (€ 546,00 + 60%= € 873,60)
4) Calcolare il valore catastale (€ 873,60 x 100 = € 87.360,00)
5) Calcolare l’imposta lorda, con aliquota base pari allo 0,76% (0.76% di € 87.360,00 = € 663,94)
Calcolo su Case Rurali
1) Individuare la rendita Catastale
2) Rivalutare la rendita del 5% (€ 520+5%= € 546,00)
3) Rendita Catastale rivalutata del 60% (€ 546,00 + 60%= € 873,60)
4) Calcolare il valore catastale (€ 873,60 x 100 = € 87.360,00)
5) Calcolare l’imposta lorda, con aliquota base pari allo 0,4% (0.4% di € 87.360,00 = € 349,44)